~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



Senza titolo, maggio 2009
Tuesday May 26th 2009, 2:22 pm
Filed under: • Belle arti, • Personal works





L’arte del riciclo
Tuesday May 05th 2009, 11:26 am
Filed under: • Belle arti

Repubblica ricicla il Corriere.

Niente di che, ma ci ho pensato un po’, e non ho capito perché e come mai proprio questa scelta.




When a thing is funny…
Friday May 01st 2009, 1:36 am
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

… search it carefully for a hidden truth. (George Bernard Shaw)




Truth comes out of error…
Wednesday April 01st 2009, 4:13 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

… more easily than out of confusion. (Francis Bacon)




Knowledge…
Sunday March 01st 2009, 2:17 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

… rests not upon truth alone, but upon error also. (Carl Gustav Jung)




Bello, brutto, utile, inutile, nuovo, usato
Tuesday February 17th 2009, 10:12 pm
Filed under: • Dal cucchiaio alla città

Sabato pomeriggio faccio un giro in uno di quei “franchising dei rigattieri” - non mi va di fare pubblicità, sapete - e, come sempre accade in occasioni simili, guardo gli oggetti esposti e non posso fare a meno di pensare alle parole che ho utilizzato nel titolo del post e che identificano le qualità da noi usate per classificare le cose.

Il fatto è che, di fronte alla massa di queste cose spalmata con un certo disordine sui banchi espositivi, mi rendo conto che esistono tantissimi oggetti *brutti*; ora, sappiamo che non sono concetti facilmente fissabili in una definizione valida per tutti, ma io sono sempre stata convinta che invece ci sono limiti (in tutte le direzioni) riconoscibili da chiunque e, in qualche modo, universali.

Non v’è dubbio che molti degli oggetti esposti possano essere più o meno utili a qualcuno, come anche penso sia determinante per tale valutazione da parte del futuro fruitore l’aspetto con il quale questi oggetti si presentano.
Mi spiego: molti di essi sono in stato medio, moltissimi in stato mediocre, pochissimi sono apprezzabili - sia perché realmente belli, o di valore, o che comunque beneficiano ugualmente del tempo trascorso, avendo acquistato il fascino dell’ “oggetto sopravvissuto”.
La stragrande maggioranza di quei prodotti non ha più alcuna utilità effettiva: vuoi per l’indiscutibile obsolescenza tecnologica, o per superati cànoni estetici, o semplicemente perché, nel caso degli oggetti più comuni, se ne dispone largamente anche oggi, ma in una versione certamente moderna, dai materiali più attuali, dalle forme più attinenti al nostro gusto.
Però, la curiosità, unita anche allo stimolo della ricerca, nutrita a volte da una certa forma di bisogno reale, è capace di dar loro un nuovo appeal, aprendogli anche la possibilità di un ritrovato impiego nella vita odierna.

Ma nonostante tutte queste fini considerazioni, mi sono ritrovata ad immaginare quanti di quegli oggetti rimarranno lì esposti semplicemente perché brutti. Sono davvero tanti, praticamente tutti.
E la conclusione più triste cui sono giunta è che al mondo vengono prodotte troppe brutture, da “sempre”, nessuna delle quali giustificata dal periodo storico, dal panorama socio-economico, dalla funzione, etc.

Qui mi riallaccio ai limiti che ho nominato poco sopra: moltissimi oggetti non hanno ragion d’essere, in primis per il loro pessimo aspetto; non dico “design”, poiché questo comprende anche la funzione, ed è rappresentativo del prodotto nel suo intero - ma ovviamente una brutta forma compromette irrimediabilmente il design.
Ho quindi pensato alla miriade di migliaia e migliaia di oggetti, fabbricati in altrettante migliaia di esemplari, che sono ideati dal pressapochismo delle necessità economiche, e che riempiono il mondo di un inutile spreco di materiali ed energie.

In quel negozio ogni oggetto era un singolo esempio di tutto ciò, ognuno ha alle spalle questo panorama desolato. Che deve essere moltiplicato per ogni negozio simile, per ogni città in cui ve ne sono, per ogni regione e così via, e ancora non si avrebbe idea della quantità totale che affligge il mercato e che pesa ancora sul mondo.




My way of joking…
Sunday February 01st 2009, 4:19 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

… is to tell the truth. It’s the funniest joke in the world. (George Bernard Shaw)




Il contenitore perfetto
Wednesday January 21st 2009, 4:06 pm
Filed under: • Dal cucchiaio alla città, • Foto, • Belle arti

S’intende quello per alcune delle più belle opere d’arte al mondo: l’Alte Pinakothek di Monaco è un degno esempio di architettura museale grandiosa, ma non invasiva, che custodisce il suo patrimonio proteggendolo e nel contempo rivelandone all’esterno l’assoluta magnificenza.
Saloni, scale, passaggî, luce, un fondo uniforme e sobrio.





Il bello dei miei viaggî
Thursday January 08th 2009, 1:50 pm
Filed under: • Foto, • Still life


Non è lo scoprire cose nuove, come spesso si dice, ma il piacere di ritrovare dal vero ciò che prima potevo solamente aver letto, o ammirato su un qualsiasi altro supporto (carta, schermo di un pc…) che non fosse lo scenario concreto della vita reale.
Come questo angolo bianco, in Svizzera.

Intendiamoci: non che si possa conoscere “tutto” in anteprima, restando sempre immobili, o che non si possa farlo attraverso l’esperienza diretta completamente priva di nozioni aprioristiche, ma viaggî del genere, nel quale ritrovo cose, paesaggî ed atmosfere, sono come l’innamoramento che preferisco: l’incontro già pieno di premesse (su un libro, per esempio), un lungo periodo di conoscenza distaccata, ma intima e profonda, ed infine il coronamento più bello, quello che conferma tutte le aspettative segretamente covate.




Ricorsi progettuali
Thursday January 01st 2009, 10:32 pm
Filed under: • Dal cucchiaio alla città

Artemide, 2003:


Philips, 2008:


Luce modulabile a piacere in intensità e sfumature.
Design essenziale, forma sferica, iMac friendly.