~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



Colori d’inverno/Winter colours
Saturday January 12th 2013, 6:54 pm
Filed under: • Foto, • Still life






Dal nuovo al vecchio/from new to old
Friday December 21st 2012, 2:40 pm
Filed under: • Belle arti, • Personal works

Prima/before:


Dopo/after:




Particolari/details:


Il pangrattato non serve solo in cucina/bread crumbs are useful out of kitchen too :D




Horror spot #5
Tuesday October 16th 2012, 9:00 pm
Filed under: • Commercial channel

Si parla oggi dei nuovi spot per l’iPhone 5. In particolare:

e

sono quelli che ho visto in tv, davanti ai quali c’è da rimanere di sasso; ovviamente, soprattutto perché sono spot di un prodotto di ultratendenza, molto costoso, e perchè siamo nel 2012: ebbene, gli spot in questione vogliono far leva sul buon design e l’uso della logica e del buon senso dimostrati dal fatto di essere riusciti (nel 2012!) a pensare un telefono a dimensione di mano e di auricolari ergonomici.

Non sono mai stata fan del mondo Mac, perché non mi piacciono le élite, non mi piacciono i prodotti inutilmente costosi, non mi piacciono le mode imposte, ma ho seriamente pensato che la dipartita di Jobs abbia lasciato un gran vuoto nei creativi della sezione commerciale Mac, e non parlo di quello interiore.




Home made grissini (e set fotografico…)
Monday February 14th 2011, 3:19 am
Filed under: • Foto, • Still life














Horror spot #4
Saturday January 01st 2011, 12:41 am
Filed under: • Commercial channel

Questo appunto è rapidissimo, perché in questo caso l’idiozia è per di più esaltata dalla disinvolta leggerezza con cui si vuol trasmettere un messaggio che è in totale contraddizione con la natura stessa del prodotto:

- (voce flautata) Se la fai tu, vale molto di più.

Ovvero, se usi un preparato industriale già pronto, lo frulli per qualche minuto e poi lo inforni vale molto di più di prender uova, zucchero, farine, etc. e combinare il tutto assieme eseguendo da soli una ricetta scovata per interesse e vera passione, no?




People are like stained-glass windows.
Wednesday December 01st 2010, 1:21 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

They sparkle and shine when the sun is out, but when the darkness sets in, their true beauty is revealed only if there is a light from within. (Elisabeth Kubler-Ross - dolciastro nella forma, ma apprezzo la metafora adoperata e condivido largamente il contenuto.)




Parigi in tre giorni
Tuesday November 16th 2010, 6:39 pm
Filed under: • Foto

Ok, non si vede molto, in tre giorni, in rapporto a quel che c’è, ma è comunque tanto, se non si smette mai di guardare!

La Conciergerie - Salle des Gens d’Armes.




Marché aux fleurs et aux oiseaux.




Pappagalli grigio cenere, ma con il sottocoda rosso sangue!




Adorabile coppietta, uno toglieva la buccia ai semi e l’altro se lo mangiava :^D




Camera d’albergo…




Scriba seduto, IV o V dinastia, 2600 -2350 a.C.
È lui che guarda noi e non il contrario.





Horror spot #3
Tuesday November 09th 2010, 6:09 pm
Filed under: • Commercial channel

Continuiamo il viaggio nelle orribiltà pubblicitarie con l’ultimo spot della Goldenpoint:


Non è solo la stupidità della decisione di tamponare un uomo per attaccar bottone - il quale dubito rimarrebbe così pacato e pacificamente curioso, senza dire una parola, di fronte all’ennesima svampita che in una strada vuota riesce a beccare in pieno la sua costosa macchina -, ma è soprattutto la scelta di un gesto così eclatante e tendenzialmente pericoloso a perplimermi.
Per dire, una volta ci si limitava al «Se qualcuno ruba un fiore per te…», adesso siamo alle lesioni e danneggiamento volontarî.
Per fortuna è adesso punito dalla legge anche il reato di stalking.




Horror spot #2
Tuesday November 02nd 2010, 11:43 am
Filed under: • Commercial channel

Il secondo foglio di questa rubrica in realtà include più di uno spot, ma parliamo sempre della stessa azienda (che poi vedremo, un’azienda non è), capace di pubblicizzarsi nel peggior modo possibile: risultando insopportabile.

Parlo di CheBanca, la cui serie di spot-musical (di seguito, la campagna estiva) dà sui nervi in più direzioni.


La prima direzione molesta più ovvia è quella data dal fatto di adottare canzoni e arie musicali stranote cambiandone le parole, di modo da fissarsi nel cervello dello spettatore in maniera quasi indelebile: essendo la musica molto conosciuta, automaticamente lo spettatore la segue “cantandosela”, e l’aggiunta di un testo - visto che in questo caso la “Washington Post March” non ne ha - facilita l’operazione di fissaggio.
Non c’è molto di peggio che continuare a sentire in testa lo stesso motivetto, per di più farcito di frasi stupide.

La seconda direzione è data invece da un contrasto, a mio parere non azzeccato, tra ciò che una banca dovrebbe essere/fare e la maniera in cui sceglie di presentarsi al pubblico: in periodo di crisi e grandi difficoltà economiche, questa banca sceglie pubblicità rutilanti, rumorose, fEstose e fAstose, dove tutti sono contenti, il cielo è azzurro e i paesi hanno i sanpietrini lucenti; come se non bastasse, il design scelto per i suoi locali


a me fa solo sorgere il dubbio che con i soldi dei clienti ci paghino giusto giusto l’architetto e il pubblicitario. Questi sì che sono investimenti!




Horror spot #1
Friday October 29th 2010, 3:48 pm
Filed under: • Commercial channel

Vorrei iniziare oggi una piccola rubrica che mi possa aiutare a tenere a mente qualunque nefandezza un’azienda sia capace di dire/mostrare al fine di vendere uno dei proprî prodotti. Ne ho accumulate un bel po’, e non vorrei perdermele per strada.

Questo perché io ascolto la pubblicità, e la guardo, contrariamente a tanti altri (non che sia l’unica, non intendo certo riservarmi l’esclusiva), e la giudico, come tutti quelli che, in varî modi, le prestano attenzione.

Inauguro il primo appunto con questa:


nella quale la Barilla si pregia di aver saputo nascondere le verdure - le orrende, TREMEBONDE verdure - agli occhî delicati ed innocenti dei bambini, come se tali occhî corressero il pericolo di sanguinare - o forse cadrebbero dalle orbite rotolando sul pavimento, non so - se mai si posassero su una zucchina, una foglia di spinacio o, non sia mai, una melanzana.

Ora, sappiamo tutti che alle volte - non sempre - vegetali ed infanti non vanno esattamente d’accordo, ma è davvero il caso di vantarsi di non far vedere le verdure ai bambini, quando ogni tanto (intendo dire, SPESSO) possiamo ammirare i risultati di certi sondaggî condotti fra i più piccoli? Non è la stessa Barilla, poi, a propugnare il ritorno alla natura, alle cose vere, naturali, autentiche, e altre amenità simili?
Io non ho ancora mai visto un campo di minipennette agli spinaci, ma oggi con le biotecnologie, si sa, si può far di tutto, no?