Il gioco è istintivo per natura, ma il riconoscere ed isolare una faccia dal contesto in cui si trova vuole spesso un occhio attento e allenato, nonché una buona dose di fanciullesca immaginazione e una certa attitudine, perché no, a sapersi perdere nelle cose di tutti i giorni, per scoprire che anch’esse ci guardano e ci scrutano, si emozionano e vivono alla stessa nostra maniera.
Faces in places ne raccoglie un bel po’:








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© Vince Ray
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… e ci è riuscito, tanto da vincere un Oscar nel 1982 (e non sarebbe stato l’unico, negli anni a seguire) con il suo “Tango“.
Zbigniew Rybczynski (deo gratias per l’esistenza del copiaincolla) ha diretto questo corto animato nel 1981: è un eccellente esempio di come si possano realizzare idee straordinarie anche con mezzi limitati, quali potevano essere quelli dell’inizio degli anni ‘80.
È un video che va visto più volte, per apprezzarne tutti i dettagli e i personaggi, nonchè i vari passaggi ed… intrecci (è il caso di dirlo).
Come per tutti i video che presento, consiglio di aspettare che si carichi quasi del tutto, prima di visionarlo (insomma, premete “play” per far partire lo streaming, e poi mettetelo subito in pausa).
Rybczynski ha anche ideato, tra gli altri, un video per “Imagine” di John Lennon, ma segnalo che l’unica versione che ho trovato è… senza audio. Vabbeh, potete cantarla voi sopra, tanto la sapete di sicuro.
(grazie ad Agamennone dal Daveblog ;>)





