Ovvero, piccole testimonianze di qualche giorno tranquillo e ameno.




~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~
Ovviamente con qualcosa di bello :>

Pare facile, ma non quando si ha da fare, o si hanno pensieri pesanti, o tutt’e due le cose e pure qualcos’altro.
Siccome qui scrivo di cose inutili - il lettore abituale se ne sarà certamente reso conto da tempo (sempre che io abbia mai avuto lettori abituali, o anche uno solo) -, quando si hanno cose da fare, o pensieri pesanti, o entrambi, le cose inutili bastano appena a distrarre, a rinfrancare, quel poco che basta per tirare avanti fino al successivo momento in cui occorrerà rifugiarsi nuovamente in esse per un istante (lungo quanto vogliamo) di conforto, e poter così proseguire.
Si consumano i pensieri positivi tutti in sé stessi, insomma, in una sorta di riciclo interno (come quando si imposta il ricircolo dell’aria nell’abitacolo dell’automobile) che serve per mantenere un livello di equilibrio utile alla vita in generale, e così tanto necessario alla vita di oggi.
E quando, ad alimentare questi pensieri ci sono solo piccoli momenti di bellezza, o piccole cose emozionanti, questi vengono fagocitati voracemente dall’organismo e non ne rimane più per poter esprimerli e comunicarli all’esterno, cosa che ho sempre cercato di fare in questo luogo astratto.
Pare un discorso economico, vero? Se ho pochi soldi, non posso impiegarli in altro, finché non ho soddisfatto i miei bisogni primarî; in effetti, è proprio così.
Non ricordo in quale libro leggevo che la vita, alla fin fine, è riducibile al solo concetto di movimento, ovvero, moto provocato da flussi di energia, materia, e quant’altro, che si verificano di volta in volta fra regioni di densità diverse.
Ed ecco allora che, nell’economia di questo blog, il silenzio è essenzialmente un flusso verso l’interno, in una regione dove le cose da fare, o i pensieri pesanti, o entrambe le cose costituiscono un vuoto non-vuoto da riempire.
Piccoli animali, o germogli di un fiore, o una formella su una cattedrale - o la cattedrale intera - e altro ancora hanno provveduto e provvedono a mantenere l’equilibrio, come una spugna secca che riceve qualche goccia di acqua ogni tanto; strizzandola, non se ne ricaverebbe granché, ma ogni goccia provvede a mantenerne la forma.
In attesa di un’inondazione :>

Non è lo scoprire cose nuove, come spesso si dice, ma il piacere di ritrovare dal vero ciò che prima potevo solamente aver letto, o ammirato su un qualsiasi altro supporto (carta, schermo di un pc…) che non fosse lo scenario concreto della vita reale.
Come questo angolo bianco, in Svizzera.
Intendiamoci: non che si possa conoscere “tutto” in anteprima, restando sempre immobili, o che non si possa farlo attraverso l’esperienza diretta completamente priva di nozioni aprioristiche, ma viaggî del genere, nel quale ritrovo cose, paesaggî ed atmosfere, sono come l’innamoramento che preferisco: l’incontro già pieno di premesse (su un libro, per esempio), un lungo periodo di conoscenza distaccata, ma intima e profonda, ed infine il coronamento più bello, quello che conferma tutte le aspettative segretamente covate.
Finalmente riesco a scaricare un live dei Soundgarden genuino, che non sia un porno!

… e non dimenticare la «polvere da lavare» e il «pompidü thé».