~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



BlogDay 2006
Friday September 22nd 2006, 1:47 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

Tanto per cominciare, questo post avrei dovuto scriverlo 22 giorni fa, visto che il BlogDay cade esattamente il 31 agosto.
Perchè mi spiccio solo adesso? Casi della vita, ma ammetto che ho anche aspettato un po’ apposta, perchè ogni giorno è buono per segnalare ottimi blogS a chi si trovasse a passare di qua.

Orbene, vediamo un po’ in cosa consiste questo BlogDay. L’header recita chiaramente: «(…) i bloggers meritano di avere una giornata dedicata al far conoscere altri bloggers di altri paesi e aree d’interesse.» Il “gioco” consiste nel segnalare 5 nuovi blogS.

Ora, io prendo alla lettera le regole e gioco un po’ a modo mio.
Siccome i links a sinistra ci sono da sempre e funzionano benissimo, in teoria le mie segnalazioni stanno già lì, e pure commentate ad hoc con AMORE dalla sottoscritta. Ma farò di più.

Voglio seguire soprattutto quel «other areas of interest» e inserire qui blogS che poco o nulla c’entrano con il mio, ma che io seguo da tempo (immemore o anche meno). I quali, chissà, prima o poi forse finiranno anche loro nella colonna di sinistra.

- senza un’idea non ci si alza dal letto (e vi va pure bene che lo conosciate con l’ultimo post che ha pubblicato :>): non so definirlo;

- La Gazzetta del ciarpame - Tutto quello che NON succede nel mondo;

- Critico a tutto spiano: acutissimo, peccato per la scarsa frequenza delle postate;

- basketbhall: non si merita il mio più banale: “non solo pallacanestro”;

- Appunti di Viaggio: per seguire Matteo, ma non solo.

Teoricamente, dovrei anche far sapere ai segnalati della mia scelta, ma siccome sono un tipo discreto, beh, caso mai leggeste, sappiate che è stato un vero piacere farlo.

(grazie a chi mi ha segnalata nella medesima occasione, a suo tempo)




Dust to dust
Thursday September 21st 2006, 3:39 pm
Filed under: • Belle arti

Cos’è la polvere?
Forse, una versione più raffinata della spazzatura, di ciò che è rifiuto o cosa inutile: frammenti di pelle, capelli, fibre tessili, i più disparati materiali ormai micronizzati, l’inquinamento (naturale e non); è come un piccolo universo a sè stante, un modellino del nostro, nè peggiore, nè migliore, in fondo. E non è neanche un mondo morto: al suo interno, acari, funghi, spore e sicuramente altri abitanti.

Questa materia delle materie, però, oltre ad affascinarci quando svolazza leggera nell’aria, in controluce - avete presente che sembra addirittura brillare di luce propria, come fosse composta di piccole stelle? - può anch’essa divenire forma d’arte o, più precisamente, un medium espressivo eccellente.
Come eccellente è la mano di Scott Wade, con la sua Dust Art.

(Copia dell’opera più celebre dell’americano C. M. Coolidge, “A friend in need“, del 1870:)



(Un mashup artistico tra la Gioconda e la bellissima “Notte stellata” di Vincent Van Gogh.)


(Una composizione sulla natura selvaggia.)

Scott “dipinge” sul lunotto posteriore della sua Mini Cooper, quando quest’ultimo si ricopre di uno spesso strato di polvere; dato che egli vive su una strada sterrata, non asfaltata, il fenomeno è pressochè continuo.

Le sue sono opere effimere, hanno vita breve e basta un getto d’acqua per lavarle via, ma il costante traffico sulla via gli permette di avere con regolarità delle “tele” nuove e ben preparate.
Ho osservato che il suo lavoro può essere assimilato alla scultura, più che alla pittura: essendo un procedimento “a togliere”, Scott plasma lo strato di polvere, il quale rappresenta le luci del “quadro”, mentre il vetro costituisce le ombre e la profondità dell’immagine.
Lavora la polvere con le dita, con i più convenzionali pennelli e anche con strumenti home made, come ad esempio bastoncini di ghiaccioli masticati, per modellarli e adattarli al tipo di segno che devono lasciare sul vetro.

(via Neatorama)




Ma tu guarda un po’…
Wednesday September 20th 2006, 2:56 am
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

Interessante articolo di Corriere.it del 14 settembre: «Maroni: sul web scarico canzoni illegalmente».
Ah, che bella cosa. Lui lo dice allegramente, ai quattro venti, «così il caso finisce finalmente in Parlamento». Se lo dico io, finisco io. In galera.

Ma non solo.
Bobo Craxi: a lui «è capitato» (sic!) di scaricare qualcosa dalla rete, ma si premura di specificare che si tratta di qualche rarità e/o di qualcosa fuori commercio. Già, ma io potrei specificare che quel “qualcosa” ha anch’esso diritti di copyright, che evidentemente è stato da qualcuno copiato, masterizzato, indi posto in rete nel più assoluto menefreghismo della legge e che il download da parte sua non ha fatto altro che alimentare il fuoco dell’illegalità che tanto sembra bruciare ai politici. Insomma, pare proprio che, all’occorrenza, quel fuoco serva ad accendere loro i fiammiferi, quando ne hanno bisogno.

Giorgia Meloni: lei si limita alle «canzoni singole» (che brava), così non fa danni, crede. Scaricare una canzone alla volta, anzichè un intero album, pare essere legale, a sentirli; anch’io scarico una “canzone singola”, le preferisco rispetto all’mp3one di un intero CD :Þ
Sempre la Meloni: «(…) attualmente la musica è considerata un bene di lusso, con l’Iva sui cd al 20% il risultato è la pirateria. Chiunque preferisce un cd originale, ma per i ragazzi i costi sono proibitivi. E come Azione giovani siamo sensibili al problema…». Ah, che sensibilità! E allora tu che scarichi a fare le “canzoni singole”? Esistono anche i CD dei singoli, forse non lo sa?

C’è anche l’eccesso estremo: Il no global Francesco Caruso si scarica questo mondo e quell’altro, senza ritegno, fregandosene del copyright.
Ora, è vero che tutte le sottigliezze (neanche troppo esili) riguardo le differenze tra diritto d’autore, diritto di copia, uso personale, etc non sono ancora ben definite: infatti nessuno ci capisce niente e la legge sta lì, nel limbo dell’inapplicabilità, perchè assolutamente inadeguata nei termini rispetto ai tempi e agli usi attuali di ciò che vorrebbe regolamentare, cioè il file sharing.

Ma la cosa è semplice e due sono i fatti innegabili riportati nell’articolo: il file sharing è inarrestabile e la musica costa troppo. Quest’ultimo viene sempre messo bene in rilievo dai politici e ne parlano come se fosse un fenomeno a sè stante, che si è creato da solo e al quale non ci sono rimedi. Li senti pure fare un sospirone rassegnato, mentre ne parlano (e intanto scaricano anche loro, ma solo per l’ipod, eh, come se tutti gli altri italiani che lo fanno andassero, poi, immediatamente dopo a rivendersi i CD copiati per strada).

Occorre partire da questi due punti, convergendo verso il diritto sacrosanto dell’autore di riuscire a guadagnare qualcosa dalle proprie creazioni.
A tal proposito mi viene in mente il brillante commento del Dott. Aske, qui, il quale sostiene che, maggiormente rispetto all’idea, va premiato il tempo impiegato dall’artista per eseguire le sue opere.
Potrei anche essere d’accordo, in linea di massima; l’unica cosa sulla quale ho dei dubbi è il fatto che, secondo lui, un’idea (musicale, libraria, cinematografica…) non è quasi mai originale, cioè, completamente nuova a questo mondo; giustissimo, ma sappiamo che per fare una torta ci vogliono sempre uova, zucchero farina, burro. Se ogni volta si riesce a tirare fuori qualcosa di mai visto prima, è forse un “demerito” l’aver usato elementi già presenti e ben conosciuti? Dottore, ovviamente ha pieno diritto di replica :>




«(togli le schifezze intorno senza farti vedere!)»
Saturday September 16th 2006, 2:38 am
Filed under: • Still life


Questa di sicuro l’ha scritta una donna per il suo uomo.




Amore è…
Wednesday September 13th 2006, 2:23 pm
Filed under: • Gira la moda, • Troppo vago per essere categorizzato, • Belle arti, • Animation art


© Vince Ray




Settimo appuntamento
Wednesday September 13th 2006, 1:17 pm
Filed under: • Music videos on the blog

Allora, vogliamo darla o no, una bella scrollata all’ambiente?
Eccovi serviti, dunque: «You’re Speaking My Language», neanche 3 minuti di musica, ma efficacemente rumorosi e godibili, allo stesso tempo.
Ho poco da dire sugli autori, visto che fondamentalmente non penso abbiano scritto pagine nuove nel grande libro della storia della musica, ma è altresì vero che quello che fanno, lo fanno bene, e così è stata la mia prima impressione ascoltandoli.

Si tenga anche conto che qui sono i video musicali i protagonisti, più che gli artisti stessi.

I Juliette and the Licks nascono neanche 3 anni fa, sul sito trovate tutto quello che c’è da sapere su di loro; la filosofia di base è molto semplice e immediata, così come dovrebbe essere il rock ‘n’ roll; e il fatto che il frontman del gruppo sia una donna distingue un minimo il gruppo dal marasma di formazioni particellari munite di chitarre, voce e batteria.

E che donna.
Ho sempre provato generale antipatia per Juliette Lewis, ma ammetto che in questa veste di… vestale sregolata dello stage diving la gradisco e sopporto molto di più; se è vero che non ha avuto una vita facile, fin dall’adolescenza, meglio sfogarsi con un microfono in mano che in ruoli da eterna dannata, sempre al limite di tutto.

Perchè questo loro video è bello? Perchè è ben fatto, prima di tutto.
Lei si rivolge ad un pubblico freddo, immobile, che sembra non capirla; eppure, parlano la stessa lingua, lei sa che si comprendono, anche se sembra andare più veloce di tutti.
Ed infatti, alla fine, tutti mostrano di averla compresa, urlando e applaudendo il gruppo.

Anche l’immagine della band non è niente di originale, ma direi che è azzecatissima fin nei minimi dettagli e quindi mi piace: il chitarrista (o bassista?) rapato e la sua camicia sono spettacolari nell’inquadratura in cui lui “ringhia”, il batterista sembra un manager appena uscito dall’ufficio, che ha fatto appena in tempo a togliersi la giacca e ad arrotolarsi le maniche su per il braccio prima di pestare sui piatti, lei è fin troppo anni ‘80.
Non male, insomma, non male.

Dimenticavo: dedicato a chi sembra parlare il mio stesso linguaggio.


Juliette & The Licks - You’re Speaking My Language (2005)

This one goes out to the entire world
That’s right
I know you think you know me better than that
I bit your dog ’cause he hit on my cat
I wipe my face off and keep your kisses back baby

You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You could be my Romeo

All the boys and all of the girls
Push it up shake it up to the world
I wanna feed you like a bush of baby birds
Put your mind, make sure that you heard
Another week of less allowance you know
You think you’re winning when you’re winning to lose

You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby

I don’t think you heard me
I know you think you know me better than that
I bit your dog cus he hit on my cat
I wipe my face off and keep your kisses back baby
Keep your trigger loaded
Rockin’ or rollin’ all night

You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking my language baby
You’re speaking
You’re speaking
You’re speaking
You’re speaking
You’re speaking




Senza titolo, 04-01-1994
Friday September 01st 2006, 9:27 pm
Filed under: • Belle arti, • Personal works


I cari vecchi diari di scuola…
Altezza del disegno (nel suo punto più lungo): 14,25 cm.