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Prima gioivo per il sole, adesso è tornata la nebbia ad ammorbidire la città. Quanto tempo dall’ultima volta.

~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~
Prima gioivo per il sole, adesso è tornata la nebbia ad ammorbidire la città. Quanto tempo dall’ultima volta.

… cielo azzurro e sole il 24 ottobre.
Niente di meglio per ricominciare.
… ma quanto è superflua una puntina da disegno d’oro? E costa davvero così poco una semplice penna Bic?
Non se appartiene alla collezione di oggetti “New Rich” del collettivo Big Game per +41, una fashion brand attiva nel campo dell’abbigliamento, del design, delle produzioni musicali.

Perchè “New Rich”?
Perchè questi ragazzi hanno inteso il lusso non come un cieco sfoggio di ricchezza per l’affermazione sociale, ma come il sottile piacere del possedere qualcosa di esclusivo, in questo caso ancor più celato nell’ordinario accessibile a tutti.
Cosa c’è più comune, infatti, di una penna Bic? Ma l’inconfondibile tappo risplende.

Un banalissimo Swatch, l’orologio di plastica più famoso al mondo? Con il fermacinturino d’oro.

E, quasi un paradosso, l’etichetta del prezzo:

(via Cool Hunting)
Per una volta che volevo e potevo scrivere qualcosa, non va l’ftp. MA CACCHIO!

Mi devo proprio rassegnare, l’autunno è arrivato e s’è sistemato con comodo al suo posto, iniziando diligentemente il suo compito.
Ma niente di meglio di quest’immagine per accoglierlo degnamente nelle nostre giornate.
Questo delicatissimo acquerello e gesso è una delle opere più conosciute di Xavier Mellery, pittore belga (1845-1921) che fu maestro del più celebre Fernand Khnopff (uno dei miei artisti preferiti in assoluto, ndt). Da lui, infatti, Khnopff ereditò quelle scene di silenzio e di immobilità e la staticità che caratterizzano gran parte della sua produzione.
Nel 1870 vinse il Prix de Rome, la più importante borsa di studio per gli artisti istituita dallo stato francese per premiare il più meritevole che si fosse distinto nelle varie competizioni di ogni categoria. Ideato nel 1663, questo premio ha rappresentato per decenni e decenni (anche centinaia d’anni) il massimo traguardo raggiungibile da un artista, poichè assicurava fama e denaro, oltre che un’innegabile risonanza nel mondo, grazie al forte impatto sulla stampa internazionale.
Inoltre, esso permetteva di studiare presso la prestigiosissima Accademia di Francia a Roma, aperta nel 1666 dal Ministro delle Finanze di Luigi XIV Jean Baptiste Colbert.
Ancora oggi esiste il Prix come borsa di studio, mentre la competizione vera e propria venne abolita quasi quarant’anni fa.
La produzione di Mellery si alterna tra opere di grande respiro, monumentali (”L’immortalità”) e allegoriche (”Il Rinascimento italiano”, 1890-92) e scene intimiste (”Dopo la preghiera della sera”, 1910), più raccolte, tranquille all’apparenza, ma sempre venate da un’ombra di attesa sospesa, o di inquieta solitudine (”La scala”, 1889).
Maestro delle luci polverose di certe giornate invernali, riesce comunque a donare grazia a queste ultime foglie secche, colte nel momento del distacco dal ramo, mentre si accartocciano in una danza leggera.
(Per chi non dovesse masticare il francese, il titolo recita: «Caduta delle ultime foglie d’autunno», quindi in teoria sarebbe troppo presto per questo quadro, ma in questo caso ho preferito portarmi avanti con il lavoro :>)
P.S.: l’immagine fa pena, ma non avendo trovato in rete qualcosa di decente, mi sono dovuta arrangiare di scanner, e la piega del libro è risultata indomabile.
… questo blog festeggia 5 mesi di vita e 500 commenti di spam :>
Devo disegnare, devo disegnare, devo disegnare, devo disegnare… (ad libitum)