~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



Vaccheroba!
Monday April 30th 2007, 5:45 pm
Filed under: • Foto, • Belle arti

Milano come Bombay? Sì, ma solo fino al 17 giugno.

La sostanza della manifestazione (itinerante per le maggiori capitali del mondo dal 1998): si prendono cento mucche in vetroresina a dimensioni reali e le si distribuiscono ad altrettanti artisti (e sponsor) et voilà, l’arte contemporanea si fa strada tra la gente.

Qualcuno s’è impegnato poco:

La vera Centrale del Latte:

Quella vaccata di Windows:

Sul sito, disponibile anche la mappa con dislocazione ed identificazione di ogni opera.




Jean Delville, «Trésors de Satan», 1895, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles.
Sunday April 01st 2007, 11:59 pm
Filed under: • Belle arti


Proprio vero che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge. Specie se lo si dipinge come fece Jean Delville, pittore simbolista belga.

Questo non è il Satana del Cattolicesimo, non atterrisce, ma affascina: la capigliatura a guisa di fiamme, il corpo scultoreo, le ali possenti e le movenze da ballerino non appartengono ad un essere abietto.
E i suoi trésors non sono creature deformate dal peccato, ma solo un fiume di giovani abbandonati in un sonno forse artificiale, ma quieto e rilassato. Dormono cullati dal loro Signore, adagiati su un velo (quello dell’illusione?) e circondati da ori, coralli e perle in un giardino fantastico che molto ricorda l’Eden divino. C’è persino il cielo azzurro.

Come mai questo paradosso nella rappresentazione del luogo della sofferenza per eccellenza?
Perchè il peccato è bello, innanzitutto, osservandolo nella concezione religiosa, cioè intendendolo come trasgressione.
E poi si era nel Simbolismo, nel Decandentismo, c’erano Péladan (mistico-poeta-drammaturgo-equant’altro) e i rosacrociani (adepti dell’Ordine Cabbalistico de la Rose-Croix da lui fondato)…

Non c’è niente di brutto in questo Inferno idilliaco e tutto sommato ben più attraente della vita eterna da trascorrere in perenne contemplazione della luce divina.

(…)
Salute, o Satana
O ribellione,
O forza vindice
De la ragione!
(…)

(Giosuè Carducci, A Satana, 1863)