~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



Universi nascosti
Saturday June 30th 2007, 2:16 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato, • Still life

Sto affogando nella carta, da anni.
Ma ogni qualvolta mi ritrovo a frugare tra i mille supporti che ho di ogni colore, peso e dimensioni, penso che quello sia ormai divenuto un mondo a sé, con vita propria, regole ed abitanti: ritrovo spesso, infatti, degli esoscheletri di qualche silenzioso artropode di passaggio che, insieme a chissà quanti altri, in un dato momento ha sentito caldo e ha deciso di cambiarsi il paletò, andandosene poi baldanzoso con la corazza nuova fiammante e dimenticandosi in breve di quella vecchia, lasciata lì tra un foglio per acquerello e un pezzo di carta vetrata.




Nono appuntamento
Saturday June 23rd 2007, 4:57 am
Filed under: • Music videos on the blog

Piccola premessa: quando ho deciso di metter su questa sezioncina, Youtube era meno bastardo ( = poneva meno attenzione alla legalità e al ©…) e mi ero ingenuamente illusa di aver trovato una videoteca musicale sempre a disposizione per poter amabilmente disquisire dei miei videoclip preferiti…
Invece da un po’ di tempo, ahimé, i cani da guardia delle majors discografiche (e non) sono stati sguinzagliati per ogni suo piccolo anfratto alla ricerca di filmati coperti da diritti di copyright e, per tale fatto, non pubblicabili legalmente da chicchessia per una visione destinata all’universo mondo; i filmati in questione, quindi, come rami cresciuti troppo oltre il confine, vengono recisi senza pietà e fatti sparire da un momento all’altro.
Motivo per cui i post precedenti di questa sezione sono ormai carte silenti, come lo sarà anche questo (tra chissà quanto…) che mi accingo a comporre; ma tant’è, io mi limito a segnalare…

°~ø~°¯°~ø~°¯°~ø~°

Vediamo adesso di smuovere un po’ le acque (anzi, le sabbie…) qui dentro con un video che mi è piaciuto subito dalla prima volta che l’ho visto.
In realtà, non è la prima volta che mi trovo ad apprezzare un videoclip dei Cassius, duo francese di musica house e anche la loro musica non mi dispiace, pur conoscendo per ora solo qualche singolo.
Del pezzo in sè non so praticamente nulla, non saprei nemmeno inquadrarlo con certezza (funky-house?), non so se sia tutta farina del loro sacco o solo un gradevole insieme di campionamenti. Poco importa, il risultato è molto buono.

Autore di questa meraviglia visuale, un altro duo francese, Alex & Martin, i quali hanno firmato varî altri capolavori del calibro di “Seven Nation Army” dei White Stripes e “Vertigo” degli U2.
Il videoclip è uno dei più belli e interessanti che mi sia capitato di vedere: essenzialmente, si tratta di un viaggio visionario alla velocità della luce, che mi ha ricordato in molti aspetti “2001 Odissea nello spazio”.

Per i primi 20 secondi, si è scortati da due strisce colorate assolutamente innaturali in un paesaggio iperrealista, poi si prosegue da soli, in un mondo così perfettamente bello e falso, con i campi e le colline colorati da cerchi concentrici in colori violenti.
Dopo il primo minuto, attraversando un canale, si fa buio, e la Luna, immensa e luminosissima, penetra fra gli alberi di un bosco e risplende su radure silenziose.
Quindi tramonta, e intanto si attraversa il mare, si passa sotto le montagne (!), s’incrocia il Sole che placidamente se ne sta sulla superficie di uno stagno (!), per poi superarlo (!) e per giungere in un paesaggio sempre più rarefatto, sempre più essenziale, sempre più astratto (notare gli ultimi alberi, o idee di alberi).

Da lì, si spicca il volo.

Di questo video, oltre alla notevole qualità del concept e della realizzazione, mi piace il sottile senso di disagio che sa infondere mano a mano che si prosegue nella visione: è quasi disturbante, prima di tutto per il volo d’uccello a quella velocità, poi per l’astrazione che si avverte fin all’inizio grazie a pochi elementi sparsi qua e là, in seguito pienamente visibili.
Infatti, al secondo minuto, dopo aver lasciato quella che sembrava essere la nostra Terra, si plana su uno scoglio che solo lontanamente la ricorda, forse grazie soprattutto al cielo sempre terso e azzurro.

Purtroppo la dimensione e la qualità del filmato di Youtube non rendono al meglio l’accuratezza della trama materica del cubone rosso, o della resa dell’effetto dell’attrito sul volo, o il timore di urtare contro quei worms che popolano lo scoglio… Sarebbe curioso da vedersi con un visore LCD.

Alla fine, lo scoglio si riduce ad un panorama magrittiano, nei colori e nelle forme: il cielo, le nuvole, il prato, tutto è dipinto su enormi cubi sospesi e variamente sovrapposti, prima indefiniti, e via via sempre più opprimenti, fino a che non rimane la luce pura e geometrica.

Più di 6000 fotografie di paesaggî reali sono state necessarie per ricreare questo mondo bizzarro, diviso tra il sogno (la bellezza della perfezione), l’incubo e l’allucinazione (ciò che crediamo di vedere).


Cassius - Sound Of Violence (2002)

Feel like a wanna be inside of you
when the sun goes down

oh my heart
takin me back to blue
i’ve fallen into my own senses

another night , another day
it’s better this way
let the music play

oh my heart
only you can know how i feel
every day is an ordeal to get by

melanchony
ever so
broken skin
mercury rising

chorus :

oh my heart
there’s movement across the tracks
hoping to played it back , all right
lucky me lucky you
they’re givin us , a two minute warning

oh my heart
changing the way i kill
by changing the way i feel
step forward

everybody , around the world understands
what makes a child of man ( yes come )

Chorus :

feel like i wanna be you more than i
get around come around
see you everynight hear the crowd the sound of violence
shake it out

ready now
going to let it all out
ready now
when the sun goes down
we’ll be coming out ready or not

feel like a wanna be inside of you
when the sun goes down
as long as i’m gonna be around you

when the sun goes down




Studio anatomico: apparato scheletrico e apparato muscolare (part.), 2002
Friday June 15th 2007, 2:10 pm
Filed under: • Belle arti, • Personal works


mina H 0.5 e pennarello 01 Staedtler.
Misura reale della testa appena sopra le orecchie: 2,7 cm.




Logo-rate
Sunday June 10th 2007, 7:37 pm
Filed under: • Gira la moda, • Dal cucchiaio alla città

È ormai storia vecchia (un paio d’anni, e io ce l’avevo in serbo da uno - qui non si segue necessariamente la logica temporale), ma adesso che avete assimilato e metabolizzato l’insulsa logo-iniziativa di Trenitalia, sappiate che esistono in circolazione una trentina di esemplari di Nike come questa:



disegnata in una serata di baldoria artistico-creativa da un gruppo di amici che si sono ritrovati presso la boutique Nike “255″ (si chiama così).

Ora, a tutt’oggi non ci è ancora dato di conoscere i meccanismi per i quali il logo di Trenitalia sia potuto finire su una limited edition Dunk (il modello della scarpa), però a me qualche dubbio è venuto nel momento in cui ho letto che tale boutique è situata nella Manhattan’s Nolita, ovverosia nel NOrth LIttle ITAly, la parte nord del noto sobborgo Little Italy: che qualche creativo originario di casa nostra abbia pensato di fare lo splendido, adottando e facendo suo lo sconosciuto (oltreoceano) marchio dell’azienda statale per il trasporto su strada ferrata?
Ma è così cool !

(via Cool Hunting)




3 giugno…
Sunday June 03rd 2007, 12:10 am
Filed under: • Gira la moda, • Troppo vago per essere categorizzato, • Foto


… e io giro con la giacca invernale.
Bah, mi sembrava una notizia degna di nota.




Logo-rati
Sunday June 03rd 2007, 12:09 am
Filed under: • Dal cucchiaio alla città

Forse a qualcuno è sfuggita questa magnifica idea delle Nostre Ferrovie: modificare il logo aziendale, non si sa bene perché.
E, sempre per oscuri motivi, tale idea è stato deciso di passarla al vaglio popolare tramite un sondaggio sul sito di Trenitalia. Queste le proposte:













La scelta è molto contenuta: tre sole opzioni, una è l’attuale e le altre due sono la riproposizione di due loghi del passato dell’azienda.
Non finisce qui: il sondaggio è ormai terminato e, come si legge, il logo attuale è quello che ha raccolto più consensi; un nulla di fatto? Giammai! Pare proprio che un intervento di «semplificazione e di aggiornamento» al marchio sia necessario, ma siamo gentilmente avvisati che le nostre preferenze (i partecipanti hanno votato in maggioranza per l’attuale) saranno comunque tenute in buon conto.
Anche la FIAT ha scelto di tornare ad un suo logo risalente agli anni Trenta. Cos’è questa voglia di rinnovamento volto al passato? Marketing, necessità di far girare fondi… o bisogno di darsi una ripulita morale, indossando pregiati abiti vintage (che sono taAanto di moda…)?




fantèsma…
Friday June 01st 2007, 6:00 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

… tu porti sfiga informatica, mi sa.

:D :D :D