~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



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Wednesday October 31st 2007, 11:43 am
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato, • Belle arti


da “Zio Paperone e l’Acqua Quietante”, Topolino nn. 1189 e 1190 del 10 e 17 settembre 1978, testi e matite di Romano Scarpa, chine di Sandro Zemolin




Bene!
Wednesday October 31st 2007, 12:31 am
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato, • Foto

I furti continuano… grazie ^ِ^




Space Invaders
Sunday October 28th 2007, 5:36 am
Filed under: • Dal cucchiaio alla città, • Belle arti

Ossia, ciò che gli uomini diverranno mano a mano nel tempo.
Abbiamo cominciato con piccoli oggetti metallici appena fuori il portone di casa, per poi farci una camminata fino alla strada di fronte, e lanciando altri gingilli sempre più lontano.

A partire dagli anni ‘70, Gerard O’Neill, professore di Fisica a Princeton, con la collaborazione della NASA e dell’Università di Stanford, pone le basi per un progetto di colonie spaziali. Da allora, sono fioriti a ciclo continuo studî, ricerche, libri, pianificazioni.

Ho sempre trovato estremamente affascinanti le tavole che illustrano i progetti di quegli anni, fin da quando le vidi per la prima volta da piccola nell’enciclopedia di astronomia che abbiamo in casa, ed è stato perciò un vero piacere ritrovarle disponibili sulla Rete.
Il sito è quello dello Space Settlement, sezione della NASA che si occupa di studiare le soluzioni per una possibile vita al di fuori della Terra.
Questo il logo, molto immediato, quasi infantile, ma non con accezione negativa, mi piace molto:




La Terra è vista quasi come fosse un trampolino di lancio per l’uomo…

I progetti si basano essenzialmente sullo stesso principio, e cioè creare delle strutture rotanti che assicurino una quota di gravità e la conservazione di un ecosistema atto ad ospitare la vita - umana, animale e vegetale.
Da questa idea di base, si sono sviluppate diverse versioni; occorre però sottolineare, a questo punto, che non si tratta in alcun modo di semplici concept, bensì di progetti comprensivi di calcoli, considerazioni scientifiche ed economiche, piani per il reperimento, l’estrazione e la lavorazione dei materiali extraterrestri necessarî alla costruzione dei moduli e via dicendo.

Ebbene, oltre le usuali tavole tecniche e descrittive, si conservano anche queste spettacolari immagini, veri e proprî dipinti che uniscono all’accuratezza scientifica una buona dose di futuristico ottimismo e di manierismo idilliaco.
Il primo esempio che riporto è quello di una stazione a doppio cilindro: qui, come per le altre proposte, per effetto della forza centrifuga la terraferma si trova “spalmata” sulle pareti interne dei cilindri; il “cielo”, quindi, si troverebbe al centro di essi.
Vista dall’esterno:


Questi due scorcî tolgono letteralmente il fiato:



A seguire, invece, una struttura toroidale, più compatta e che permette al suo interno una distribuzione degli spazî terra-cielo più canonica e familiare (terra “giù” - cielo “su”, anche se nel vuoto cosmico, com’è ovvio, i riferimenti spaziali che siamo soliti usare perdono di valore…) :





La più curiosa è la cosidetta “sfera di Bernal”, ed ancora più curioso il fatto che tale progetto sia stato concepito dal professor John Desmond Bernal addirittura nel lontano 1929! Esso consiste di una sfera non troppo grande, l’interno della quale sarebbe completamente rivestito dalla terraferma; la luce del Sole vi giungerebbe tramite un gioco di specchî posti ai due poli della sfera, la cui forma sarebbe una delle più adatte per mantenere la pressione e respingere efficacemente le radiazioni cosmiche.




Particolare con sezione degli anelli, ospitanti colture ed allevamenti:


In fase di costruzione:


La resa artistica dei progetti non si ferma alla visualizzazione del solo “prodotto finale” (ovvero, le scenette “di genere” di un possibile quotidiano in ambito spaziale), ma illustra magnificamente anche dettaglî più tecnici, come ad esempio questa catapulta elettromagnetica (per il lancio in orbita del materiale necessario alla costruzione):


oppure le fasi di prelievo dei minerali da un asteroide:


Neanche a dirlo, il principale ostacolo alla realizzazione di questi ed altri progetti simili è rappresentato dagli enormi costi, concentrati soprattutto nel lancio in orbita di materiali e individui: sfuggire alla gravità è, infatti, la sfida maggiore; per questo si punta allo sfruttamento della Luna quale fonte di minerali (senza, quindi, doverseli “portare da casa”) e si guarda allo sviluppo delle nanotecnologie, in special modo quella in grado di riorganizzare molecole di carbonio in nuove tipologie di diamante, al fine di ottenere materiali altamente resistenti, molto rigidi ed al contempo sempre più leggeri.

Ai tempi, si ipotizzava l’inizio dei lavori già intorno agli anni ‘90, ma è sempre difficoltoso avanzare stime temporali a riguardo, specialmente quando non è possibile prevedere gli scenarî geopolitici mondiali. Altre ipotesi suggeriscono la costruzione delle prime colonie entro il 2100 (o anche prima - ma ne dubito).

Molte delle illustrazioni che ho presentato sono ad opera di Donald Davis, uno “Space Artist” (come si definisce egli stesso in home page) davvero eccellente, con un sito parecchio brutto , ma ricco di sezioni interessanti e dettagliate che spaziano - è il caso di dirlo - dall’astronomia, al modellismo (da vedere), alla fotografia.




La fantasia…
Monday October 01st 2007, 7:25 pm
Filed under: • Troppo vago per essere categorizzato

… dilata il tempo, ma lo fa scorrere più velocemente.