~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



La decor-azione
Thursday July 31st 2008, 4:11 am
Filed under: • Dal cucchiaio alla città

Uno spirito sapiente, giorni fa, osserva, contemplando il retro di Palazzo Marino: «Si spendeva parecchio, nel passato, in decorazioni, eh?»

Eh sì. Ma perché?
Il mondo di oggi (diciamo quello contemporaneo, va’) è piuttosto sguarnito, in questo senso: dagli oggetti di uso quotidiano alle architetture, nella stragrande maggioranza dei casi non vi è più di quel che ci vuole (”sopra”, “intorno”, “a sostegno di”, e via dicendo).

Non è (solo) una questione di stile, ma semplicemente il risultato dei tempi che viviamo, dominati dal potere economico delle cose.
Che, beninteso, c’è sempre stato, ma la nascita dell’industria ha determinato un così radicale mutamento da essere il reale spartiacque tra l’antico ed il moderno: non le invenzioni scientifiche, bensì la loro applicazione nei processi di produzione sono responsabili dei nostri ritmi e delle nostre abitudini.

Ma allora, cos’ha determinato la generica e progressiva “scomparsa” della decor-azione? Non è forse un bisogno innato nell’uomo, un istinto, quello di costruire le cose e determinarle nel proprio mondo attraverso una serie di elementi che siano gradevoli all’occhio senza che questi ne intralcino la funzionalità?

In realtà, non si tratta, per l’appunto, di una “scomparsa”, ma di una sostituzione: parlando ovviamente molto in generale, una volta le cose erano semplici dentro e complesse fuori. Oggi, è vero quasi sempre il contrario.
L’industria non ha solo permesso una più rapida introduzione degli oggetti d’uso nella vita quotidiana, ma è responsabile anche della nascita di nuovi bisogni, di nuove esigenze, di nuovi oggetti mai visti prima.
Beni mai esistiti sono divenuti in breve familiari ed indispensabili, ed anch’essi hanno subìto un’evoluzione tale da renderli sempre più sofisticati.

Agli albori dell’era industriale, parecchî oggetti d’uso quotidiano venivano “vestiti” con fogge antiche - gli stessi macchinarî per la produzione subivano tale trattamento -, riprendendo lo stile del passato, con il solo risultato di camuffare goffamente prodotti che nella maggior parte dei casi erano appena apparsi sul mercato, quindi senza una propria “storia estetica” alle spalle.

L’aumento della quantità di oggetti, del loro contenuto tecnologico, unito ad una maggiore precisione formale ha reso inutile, quando non addirittura fastidiosa, la presenza del decoro (o la sua necessità).
Se gli oggetti sono più complessi, infatti, occorre che tra essi e l’utente s’instauri un dialogo diretto, che corra sul filo della razionalità e sappia giungere immediatamente a destinazione, al fine di non scoraggiarne l’uso o, peggio, renderlo difficoltoso.

Sto solo sfiorando il principio razionalista della forma determinata dalla funzione, il quale, paradossalmente, almeno secondo il mio parere, può essere (ancora) valido solo per taluni oggetti estremamente determinati e, quindi, poco modificabili strutturalmente: un paio di forbici, una bicicletta e via dicendo.

Un letto, oggi, non serve più solo per dormire, né viene più proposto in tal senso, e la cosa, sebbene sia causata, come specificato all’inizio, dalla necessità di profitto (ossia, stimolando la fantasia dell’utente per creare il bisogno verso quel dato prodotto), è anche la reale conseguenza di un affinamento dei nostri bisogni.
Gli oggetti di oggi, ed in special modo quelli ad alto contenuto tecnologico, sono pura funzione e sono molto più carichi di significati e compiti rispetto ai loro antenati; è per questo che si è passati ad una maggiore complessità “interna”, a favore di un’estrema semplificazione esterna.

L’architettura non ha potuto fare altro che piegarsi al nuovo significante dell’assenza di dettaglî decorativi, i quali, dal momento in cui l’era industriale ha definitivamente preso il posto di quella agricola, rappresentano con ogni probabilità uno dei punti più antieconomici di tutto un progetto, laddove non siano BEN giustificati.

“decorare” vuol dire semplicemente “dare dignità” alle cose, e quando queste hanno molto da dirci, occorre prima di tutto pensare a come veicolare il messaggio.
L’affollamento di tali messaggî ha reso ridondante la necessità che le cose parlino di altro: esse si raccontano esclusivamente per ciò che compiono, ed a questo alfabeto siamo ormai abituati.




Pioggia
Wednesday July 30th 2008, 10:41 pm
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Piovono goccioloni, così pesanti da riverberare ognuno la luce violetta dei fulmini.
Ma quello che sempre cattura la mia attenzione è la piccola nuvoletta di vapore che sbuffa dall’incontro tra la coppa metallica bollente dell’illuminazione stradale e l’acqua fresca del cielo: un piccolo, silenzioso e allegro saluto finale.




Intermezzo
Thursday July 24th 2008, 1:45 pm
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A legger troppo…
Tuesday July 01st 2008, 10:57 pm
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… si finisce con lo scrivere poco.