~ Al felice genio dell'avvenire dedico questi accenni di antesignano, questi conati di liberazione. ~



Horror spot #2
Tuesday November 02nd 2010, 11:43 am
Filed under: • Commercial channel

Il secondo foglio di questa rubrica in realtà include più di uno spot, ma parliamo sempre della stessa azienda (che poi vedremo, un’azienda non è), capace di pubblicizzarsi nel peggior modo possibile: risultando insopportabile.

Parlo di CheBanca, la cui serie di spot-musical (di seguito, la campagna estiva) dà sui nervi in più direzioni.


La prima direzione molesta più ovvia è quella data dal fatto di adottare canzoni e arie musicali stranote cambiandone le parole, di modo da fissarsi nel cervello dello spettatore in maniera quasi indelebile: essendo la musica molto conosciuta, automaticamente lo spettatore la segue “cantandosela”, e l’aggiunta di un testo - visto che in questo caso la “Washington Post March” non ne ha - facilita l’operazione di fissaggio.
Non c’è molto di peggio che continuare a sentire in testa lo stesso motivetto, per di più farcito di frasi stupide.

La seconda direzione è data invece da un contrasto, a mio parere non azzeccato, tra ciò che una banca dovrebbe essere/fare e la maniera in cui sceglie di presentarsi al pubblico: in periodo di crisi e grandi difficoltà economiche, questa banca sceglie pubblicità rutilanti, rumorose, fEstose e fAstose, dove tutti sono contenti, il cielo è azzurro e i paesi hanno i sanpietrini lucenti; come se non bastasse, il design scelto per i suoi locali


a me fa solo sorgere il dubbio che con i soldi dei clienti ci paghino giusto giusto l’architetto e il pubblicitario. Questi sì che sono investimenti!



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