Filed under: • Belle arti

olio su tela, cm 54 x 65
(ma dal vivo è tutta un’altra cosa)
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(già, ho fatto quel che dovevo fare, e sono ripassato un attimo :>)
In secundis, le foglie prive di rami…
(mi fa piacere :>)
Beh, ma perchè dovrebbero turbarti? In fondo le foglie sono una cosa bella, delicata, e sono raffigurate come le vediamo sempre noi, cioè sopra la nostra testa…
(sono contento, che ti faccia piacere, dico :>)
Sì, ma ad un primo sguardo, uno coglie il peasaggio sullo sfondo, che è tranquillo, domestico, in un certo senso, e che infonde un senso quasi di pace e di sicurezza. Poi però ci si accorge con fastidio che la realtà è ben diversa…
Curioso.
A me invece non danno fastidio, anzi, me le immagino che cadono lente lente e si posano sui tetti delle case, dolcemente.
Davvero? ma la luna sovrapposta non ha senso…
Comunque è un fastidio affascinante, perché spinge a riflettere sul fatto che le cose non sono come sembrano, che anche dietro un’immagine familiare c’è una dimensione più profonda, di mistero…
E questo mistero incomprensibile è significato proprio dalla luna e dalle foglie, che in un primo momento sono invece sfiorate solo dalla coda dell’occhio, come una piacevole e rassicurante cornice al paesaggio… bello.
«Mi si rimproverarono ancora molte altre cose, e infine di presentare nei miei quadri oggetti situati in posizioni in cui non li vediamo mai. Si tratta nondimeno della realizzazione di un desiderio reale, se non cosciente, per la maggior parte degli uomini»
(…)
«La creazione di nuovi oggetti; la trasformazione di oggetti noti, il mutamento di materia per certi oggetti: un cielo di legno, per esempio; l’uso delle parole associate alle immagini; la denominazion erronea di un’immagine; (…); la rappresentazione di certe idee del dormiveglia furono a grandi linee i mezzi da me usati per costringere gli oggetti a diventare infine sensazionali.»
René Magritte, conferenza ad Anversa, 1938.
Cerco disperatamente questo testo, per intero.
Comment by tigrazza 06.24.06 @ 8:30 amNon cercavo aiuto, era un inciso ;>
Devo ancora mettermi a cercarlo per bene, in verità; poi dopo, semmai, comincio a lanciare gli SOS :>
Però, bada che lui non cercava di rappresentare un chissà quale mistero o significato recondito, nei suoi quadri, anzi, l’esatto contrario.
Sembra contradditorio, ma non lo è, pensandoci bene.
Beh, l’intenzione dell’autore non è sempre l’unica chiave di lettura di un’opera.
E il desiderio di vedere “oggetti situati in posizioni in cui non li vediamo mai” mi pare comunque un’istanza ad andare oltre la realtà, o no?
«Dovevo ora animare questo mondo che, anche in movimento, era privo di qualsiasi profondità e aveva perduto ogni consistenza. Pensai allora che gli oggetti stessi dovevano rivelare in modo eloquente la loro esistenza (…)
In considerazione della mia volontà di far urlare il più possibile gli oggetti più familiari, l’ordine nel quale gli oggetti si collocano di solito doveva essere evidentemente sconvolto (…)»
Comment by tigrazza 06.24.06 @ 8:55 amCi sono altri passi di un’intervista, che ho letto, ma che non posseggo, nel quale lui si stupisce che gli osservatori delle sue opere stiano lì a farsi un sacco di domande, invece di guardare semplicemente il quadro.
Diceva che non capiva perchè la gente volesse «entrare dalla finestra, invece che dalla porta» :>
Pure quella intervista devo recuperare.
Comment by tigrazza 06.24.06 @ 8:57 amE da dove l’esigenza di “di far urlare il più possibile gli oggetti”? puramente rappresentativa?
Comment by Glauco 06.24.06 @ 9:01 amBeh, allora io gli direi che non capisco perchè la gente dovrebbe stare lì a guardare il quadro, invece di non guardarlo affatto…
Comment by Glauco 06.24.06 @ 9:06 amtigrazza, io ora dovrei andare… ti saluto e ti riauguro buona giornata :*
(questo post, qui, è un po’ insensato, se vuoi cancellalo pure :>)
E da dove l’esigenza di “di far urlare il più possibile gli oggetti”? puramente rappresentativa?
Mh, no. Provo a rispondere. (Leggerai quando ripasserai ;>)
Da quel che ho capito (e capirei di più, se i libri d’arte non costassero una fortuna), lui essenzialmente voleva recuperare la magia dell’arte.
Conta che Magritte (e tanti altri con lui) vive in pieno le due Guerre mondiali e opera in quel contesto, in quel disagio, in quel disordine delle cose che sconvolge in primis gli artisti.
Quella conferenza inizia con un monito al mondo moderno (nel 1938!) che ha perso di vista la bellezza del sogno per il denaro, i falsi idoli, la distruzione di ciò che ci è più caro:
«Noi siamo i soggetti di questo mondo incoerente e assurdo in cui si producono armi per impedire la guerra, (…), in cui l’attività più folle si applica a rovescio; viviamo in un mondo in cui ci si sposa per denaro, in cui si costruiscono palazzi che marciscono abbandonati dinanzi al mare.»
Quanto HA ragione? (non “aveva”, HA)
Lui ravvisava la stessa decadenza nell’arte, presa da sè stessa, divenuta ormai “borghese”, come lui stesso dice. Forse intendeva dire che era troppo codificata. Tieni presente che prima dei Surrealisti ci sono stati i Simbolisti, che sono strettamente legati a loro, in quanto entrambi i movimenti cercavano di scavare nel mondo per ritrovare nuovi significati (o antichi? O tutt’e due?), in un mondo che pareva non averne più, di significati (c’era stata la Rivoluzione Industriale, ricordi?).
Uno dei quadri simbolo… del Simbolismo si intitola proprio “Il grande sconvolgimento” (di non mi ricordo chi :Þ), così grande da aver scosso tutto il pensiero alle sue fondamenta.
Ha ragione, certo. E l’avrebbe avuta in qualsiasi momento.
«viviamo in un mondo in cui ci si sposa per denaro, in cui si costruiscono palazzi che marciscono abbandonati dinanzi al mare»… benvenuto nel mondo degli uomini.
Per il resto, avevo pensato per un momento che il «far urlare il più possibile gli oggetti» andasse inteso in un deludente senso materialistico, ma ora mi sembra nuovamente il contrario: il tentativo di «scavare nel mondo per ritrovare nuovi significati» mi pare esattamente un modo per andare oltre la realtà (sur-realtà, appunto).
D’altra parte, anche l’esigenza simbolista era quella di accedere alla conoscenza di una realtà oltre le apparenze, più profonda, tramite il mistero nascosto dietro le reti di simboli, piuttosto che mediante la ragione… no?
Sì, ma non sono sicura che Magritte abbia cercato “semplicemente” di trovare un’altra via di accesso; o meglio, a me è sembrato più un discorso del tipo: abbiamo perso di vista la realtà delle cose, le sua importanza e il suo valore (per inseguire delle illusioni), io vi ci riporto attraverso la rappresentazione degli oggetti di tutti i giorni, che rappresentano un po’ l’essenza del nostro Essere, del nostro vivere.
Decontestualizzando oggetti reali e conosciuti, si può vivere un diverso approccio alla realtà, ma non tanto per fuggire da essa, quanto per “ritrovarla” e riscoprirla, per stupirsi ancora, come un bambino, del mondo in cui siamo e in cui operiamo.
Spero di non aver scritto cavolate (tanto Sgarbi di qua sicuro non passa).
Comment by tigrazza 06.25.06 @ 3:13 amTigrazza :** e Glauco
, complimenti ![]()
Glauco, riguardo il vedere al di là delle cose, dicesi metafisica … ![]()
In Magritte (contrariamente al resto dei surrealisti, in primis Dalì) la pittura non vuol far emergere l’inconscio, ma è una pittura che vuole (o vorrebbe) svelare o meglio, smascherare (con l’illusionismo), i misteri dell’universo (quelli sì a lui surreali).
Il surrealismo, mirava a superare l’osservazione e la riproduzione realistica degli oggetti, ed a vedere con altri occhi (liberi da dogmi e preconcetti) lo stato delle cose.
Mischia gli elementi, come il naturale e la finzione, il sogno (o in Magritte la rappresentazione) e la realtà, che si scambiano i ruoli, come in un quadro nel quadro (che spesso smaschera la vera realtà).
Come sempre, il problema non è cosa vedi, ma è cosa ci vedi…
L’uomo ha perso la capacità di stupirsi .
L’antitesi è la stretta porta attraverso la quale l’errore si insinua verso la verità (ma quale?).
Riprendendo il titolo dell’opera di Magritte, La page blanche , il foglio bianco non è che una metafora, visto che siamo noi che dobbiamo dargli il colore a quella pagina (o al futuro).
Per il cinema, questo discorso si può fare con il film (capolavoro) Bella di giorno [Belle de jour] di L.Buñuel .
Spero di non aver scritto anch’io cavolate.
PS. Nel caso, una prece: tiratemi altre verdure… grazie.
Ma guarda che stiamo dicendo sostanzialmente la stessa cosa (anche se non sono d’accordo sul fatto specifico che gli “oggetti di tutti i giorni” rappresentino “l’essenza del nostro Essere”, quanto piuttosto il tramite per accedervi). Io non ho mai voluto intendere il mistero della realtà come fuga da essa, anzi: gli oggetti “comuni” che escono dal contesto abituale li ho percepiti come invito ad una riflessione più profonda proprio per penetrarla, la realtà (o, come dici tu, “ritrovarla e riscoprirla”).
(mai dire mai ;>)
Comment by Glauco 06.25.06 @ 4:14 amUh, ciao Aga
(e ciao tigrazza :*, pure se non ci sei)
Ora ti leggo…
(tigrazza, permesso di cancellare accordato anche per questo :>)
Comment by Glauco 06.25.06 @ 4:17 amMa che cancellare :Þ
Uh, ma che avete combinato, pure di qua… ;>
Niente verdure, Aga, anzi ![]()
Ma una sonora tirata d’orecchi per aver trovato il modo di farmi allungare l’elenco delle cose da vedere, quella sì!
Vi piace il surrealismo?
Cercatevi il film (corto) En chien andalou (ma dovreste già conoscerlo), il manifesto surrealista al cinema, di L.Buñuel e S.Dalì
Benvenuti ad entrambi :+ :+
Io lo conosco, ma non l’ho mai visto per intero -.-’
Comment by tigrazza 06.25.06 @ 4:31 amDe nuevo tigrazza :**
Comment by Agamennone 06.25.06 @ 4:33 amBella di giorno l’ho visto, ma al momento non afferro bene la relazione con il discorso…
Comment by tigrazza 06.25.06 @ 4:39 amAHIAAAA ![]()
Ah, vi presento l’inquilino del mio acquario…
http://homepage.sunrise.ch/mysunrise/pathit/bilder/nosferatu.jpg
Comment by Agamennone 06.25.06 @ 4:43 amGIA’ ORA DELLA NANNA? ![]()
Bello! anche lui deve averne perso qualcuno…
(oddio, ma dobbiamo infestare anche qui?!)
Comment by Glauco 06.25.06 @ 4:46 amVamos a la fiesta…
Tigrazza, spero che ti sia gradito
“La pittura è soltanto un mezzo che mi permette di portare alla luce un pensiero grazie all’utilizzo di elementi presi al mondo visibile”
[Magritte]
Uno dei temi chiave che si trova in quasi tutte le opere di Magritte è quello della visione .
Infatti, secondo Magritte, l’immagine esiste indipendentemente dall’esistenza della cosa stessa che rappresenta, e l’artista non doveva far altro che vedere (e far vedere) al di là dell’apparenza, verso la verità nascosta (Metafisica).
Del resto, il Surrealismo riprendeva e sviluppava la ricerca iniziata dal Simbolismo, che vedeva nell’immagine non la rappresentazione della realtà, ma la rivelazione di tutto ciò che sfugge al mondo della ragione.
Magritte, inoltre, è un surrealista atipico.
Sebbene facesse parte dei surrealisti, rimase fortemente scettico verso il mondo della psicoanalisi e il suo approdo al Surrealismo si svolge nei tratti di una assoluta originalità (dovuto anche all’incontro di Magritte con la Metafisica dechirichiana), difatti le sue tematiche non punteranno (come già detto) sull’emersione dell’inconscio, ma sul mistero della realtà.
La vicinanza con De Chirico (che non parteciperà al surrealismo) è principalmente stilistica.
Magritte parte dalla Metafisica e la trasforma in Metamorfosi (in linea con le idee surrealiste).
L’immagine, che in De Chirico è raggelata e misteriosa (tesa ad isolare figure e corpi) dove trapela un senso di angoscia e solitudine, in Magritte è chiara e cristallina (Magritte ricerca l’enigma, non l’oscuro e il misterioso), oltre ad essere viva e soggetta a mutazioni (nel suo essere e nel suo divenire).
L’immagine è tutto… e il contrario di tutto… è il tutto.
Questa è la cifra stilistica della sua arte.
Un sovversivo (scherzo) quindi… come la sua pittura, che sovverte (alterandoli) i rapporti di scala, e sovverte i principi prospettici e le costruzioni logiche, nel creare accostamenti inediti e nello stravolgere il senso comune delle cose e le loro relazioni (attraverso lo sconcerto e lo spaesamento), costringendo chi guarda a porsi (riguardo l’opera), secondo un’altra ottica, liberando l’immagine dai consueti schemi mentali.
Perchè l’importante è il mistero, non la sua soluzione…
[Agamennone ex esimio]
[Agamennone ex esimio]
Guardalo, pure in cerca di complimenti è… :Þ
Molto bello quello che hai scritto, davvero.
Però io per “approfondimento” intendevo capire la relazione tra questo discorso e “Bella di giorno” (ancora, dirai tu? Eh sì, non ci sono arrivata…) :>
Applausi di gente intorno a meee… applausi, tu sola non ci seiii…
tigrazza, vediamo un po’…
La relazione tra Bella di giorno [Belle de jour], capolavoro del 1967 di Luis Buñuel, e i surrealismo, è dovuta alla commistione nello svolgimento del film di due mondi paralleli.
Nel primo, c’è la vita della protagonista Séverine, donna borghese sposata ad un medico, frigida e con problemi comportamentali (blocco sessuale derivato dall’infanzia) nei confronti del marito (è ancora illibata dopo un anno di matrimonio), e poi l’attività come “Bella di giorno” (non vi dico il resto perché se volete vederlo dovrete scoprire il resto).
Il secondo è una serie di visioni oniriche.
Il film è la commistione di questi modi, apparentemente slegati.
Ecco, la visione dei sogni (memorabile la scena iniziale e finale del film) e il ribaltarsi del sogno con la realtà, fa sì che lo spettatore fatichi a capire dove finiscano i sogni/incubi, e dove invece stia la realtà (sognata?).
Quel che noi vediamo, potrebbe essere la realtà, ma tutto il film in… realtà potrebbe essere stato una visione di Séverine.
La sospensione fra desiderio e realtà fa sì che non si possa più distinguerli, il sogno è la vita reale o la vita reale è un sogno?
Il fascino discreto dell’ambiguità.
Lo stesso Buñuel non cerca di distinguere, spiegare, cercare punti di riferimento nel dualismo sogno-realtà della vita della protagonista, fino al finale (che dovete vedere)…
PS. Catherine Deneuve immensa.
Ora ci sei?
Bravo Aga, niente spoilerate, niente suggerimenti ulteriori… ![]()
(anche perché sennò si richiedono poi altri approfondimenti… vero tigrazza?
)
mmm, “il sogno è la vita reale o la vita reale è un sogno?” è decisamente marzulliano…
Ciao Glauco ![]()
Mi sa che se approfondiamo ancora un po’ troviamo il petrolio
Ciao Aga ![]()
mmm, e sarebbe nostro o di tigrazza? (perché nel primo caso, forse forse…
)
Uh no, non avevo notato… ma ormai ho già votato, quindi non serve più!
Allora mi darò una lustratina di scarpe per essere in tiro quando arriveranno…
Però non sei stato galante, avresti dovuto rispondere: certo, tigrazza!
(con ’sto grassetto, io non ce la posso fare, lo odio!)
Comment by Glauco 06.26.06 @ 4:16 amAh… io mi era spostato di là
Certo, basta che non dobbiamo aspettarla per due lustri!
Comment by Glauco 06.26.06 @ 4:28 amShhht… se mi cacciano da qui, finirò sul lastrico (ma anche no)
Comment by Agamennone 06.26.06 @ 4:36 amMah, io ce la posso anche mettere tutta per non farti cacciare (ma anche no
), però lo sai quale strada è lastricata di buone intenzioni…
Bisogna pure vedere di che materiale sono fatti quei lastroni …
Comment by Agamennone 06.26.06 @ 4:41 amEhhh, è difficile immaginarlo… forse ci si può riuscire con l’astrazione …
Comment by Glauco 06.26.06 @ 4:44 amLa discesa nell’ astratto , ti fa apparir un po’ distratto .
Tornando al tema, la rinuncia alla propria libertà per un surrealista era una vera e propria castrazione
Sei sicuro? mi sa che stai dicendo solo castronerie , quasi fossi un astrologo …
Comment by Glauco 06.26.06 @ 4:55 amL’avevo detto che sembravamo la Carboneria , però io non solo un filologo
Comment by Agamennone 06.26.06 @ 5:00 amCredo che dovresti vedere il film… ![]()
Un film che potrebbe essere… pruriginoso ma che invece è un esercizio di stile e di classe.
Ah ah caro Esimio, Lei non è attento o non ricorda… :
Bella di giorno l’ho visto, ma al momento non afferro bene la relazione con il discorso…
Comment by tigrazza 06.25.06 @ 4:39 am
;>
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 5:40 amEh no, non cominciamo con questi ricatti gnoseologici (:D), magari non ho colto alcune cose importanti…
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 5:45 amOk, siccome non me lo ricordo, e non voglio che me lo dici tu, mi tocca rivederlo, vediamo se riesco a capire da sola
Ma io non devo spiegarti nulla, ci sono mille chiavi di lettura di quel film…
Il surrealismo insegna che quello che vedi non è necessariamente quello che si vede, ma è quello che vuoi vederci.
Tu ancora non mi hai detto (e con la recensione ) cosa hai visto…
Ma detto così non mi convince :Þ
Glauco, non c’è pericolo, non me lo ricordo benissimo -.-
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 5:57 amCome non ti convince…
Guarda che il giorno di sfottimento di Agamennone è stato celebrato il 23 Gennaio 2006…
Tu ancora non mi hai detto (e con la recensione) cosa hai visto…
“Tu” chi? ;D
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 6:01 amAh, siete pure di qui…
tigrazza, dice a me, che ho anticipato di aver visto qualcosa… (altra suspence
)
Mh, non vi seguo molto, adesso, tranne per il fatto che ho scorto lamentele per il grassetto }:-[
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 6:06 amSe non seguiti a seguirci, di conseguenza non potrai seguire le cose seguenti e ne pagherai le conseguenze.
Hai seguito?
Sì, questo sì, per cui tocca porre un freno e rileggere le profonde considerazioni finora scritte da voi (oltre che rivedersi il film
)…
Piantatela di rincorrervi voi due!
Forse, vista l’ora, rimando la notiziona delle mie visioni (e non fate facili battute) a domani, che ne dite?
Aga, lo sai che quando dico domani in post di surrealisti, voglio in (sur)realtà dire oggi!
tigrazza, non mi conosci: oltre che timido sono anche buonissimo!
Agamennone, allora è off limits per te…
Glauco, la castroneria dell 06.21 l’hai detta, qual è la prossima?
Aga, attento alla carie…
(come castroneria può andare, tigrazza?)
Mmmh, Glauco, mica tanto, l’avevo già avvertito del potere nocivo delle caramelle della sua bella…
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 6:34 amla mia foto
Sì, ma dovrebbe ritrarre TE, non essere una TUA foto qualunque
tigrazza, non hai seguito di nuovo (
)… era la castroneria che mi avevi chiesto!
Eh, l’avevo intuito, ma con tutto quello che dici, uno si può confondere
Ciao carissimo, vedrò di aggiornarmi, allora, sennò qua la discussione non avanza (o avanza nella direzione sbagliata o.o) ;>
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 6:48 amCiao Aga ![]()
tigrazza, purtroppo la discussione è degenerata… (avevi dubbi?
)
No, avevo la speranza ![]()
Ma non demordo, riporterò il tutto sui binari giusti…
(a scrivere castronerie e a rovinare discussioni interessanti, che tra l’altro TU stesso avevi iniziato?
)
[ma non me lo sono detto da me… (anche se ovviamente non ricordi)]
Comment by Glauco 06.26.06 @ 7:15 amVisto che stai senza far niente (:Þ), aggiorna il mulo, sennò poi come fai a fare le recensioni e a vederti “Bella di giorno”?
(mmm… i tuoi posts sono molto interessanti)
Sei anche un capolavoro di spontaneità, eh? (…)
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 7:26 am(era per testare la tua reazione, no? ambigua, direi…
)
Il mulo sta funzionando… dici che l’aggiornamento è essenziale?
Comment by Glauco 06.26.06 @ 7:29 amAh, ti funziona a te? A me, ad ogni ricerca, usciva solo un file che diceva che il mio “client” era “too old” o.O
Raccomandato }:-[
Io aggiornerei, al tuo posto; tanto nel link che ti ho dato c’è il file che ha già in sè le liste dei serverS e tutto l’ambaradan necessario…
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 7:34 am(sì, non preoccuparti; al massimo, se la GDF vorrà i tuoi dati, mi farò torturare per non darglieli
)
Non sei collegato ad Ed2K? o.O
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 7:37 amVa beh, poi ne parleremo meglio, devi essere istruito per bene :>
Buona giornata (malfidato)
Mi sa che sei tu a dover essere ragguagliata…
Per ora, buona giornata e grazie
Mi sa che sei tu a dover essere ragguagliata…
Può essere, io di quel programma ho sempre capito poco
Vorrà dire che ci ragguaglieremo insieme…
![]()
Ora chiudo davvero, ancora ciao! :*
Comunque, sono stonatissima, non avevo praticamente letto il commento di Agamennone delle 03:45… scusatemi :-[
Comment by tigrazza 06.26.06 @ 10:08 am“Chi cerca significati simbolici è incapace di cogliere la poesia dell’immagine.“
Comment by tigrazza 06.30.06 @ 8:38 amDi Magritte, Glauco
Credo abbia pienamente ragione, e non perchè sia stato lui a dirlo: intende dire che se ti interroghi ogni volta su quello che vedi, se stai sempre a cercare significati reconditi, non sai più meravigliarti, non sospetti l’esistenza del mistero, non accetti legami sconosciuti (eppure reali) tra le cose del mondo, tra le cose e le persone e tra le persone.
(madonna, le 11:30 e già parlo così, aiutatemi :-S)
Comment by tigrazza 07.01.06 @ 11:23 amImmaginavo, tigrazza ![]()
Allora, fammi un favore: quando lo vedi (
) digli da parte mia che, magari (vorrei essere presuntuoso come lui, ma non ci riesco), chi colglie SOLO la poesia dell’immagine è incapace di cercare significati simbolici.
Ciò che Magritte vuole mostrare, è lo spaesamento dell’uomo in un mondo (materialista) di immagini, simboli e convenzioni.
Il suo è un grido di libertà e di espressione (ottenuto attraverso la scoperta e la sovversione), contro l’ ordine costituito.
I simboli sono forme convenzionali, nelle cui ci releghiamo (volontariamente) per esorcizzare (rassicurandoci) le nostre paure e rinchiudere la nostra fantasia…
In questo senso Magritte è come un’alchimista, che attua una trasmutazione di oggetti ed elementi, tesa a sovvertire l’ordine (razionale) delle cose.
Perché l’arte è arte, ed in quanto tale ha valore, solo se è capace di rivelazioni liberatorie .
In un mondo così materialista, la poesia la può cogliere solo un cuore leggero… o un cieco.
Comment by Agamennone 07.02.06 @ 4:47 amForse il cuore si può anche non averlo più, non so se perchè è sprofondato chissà dove o perchè, al contrario, è pieno di elio e veleggia in balìa dei venti.
Per quanto mi riguarda, faccio quello che posso. E sono miope.
«I titoli sono scelti in modo tale da impedire anche di situare i miei quadri in una regione rassicurante che lo svolgimento automatico del pensiero potrebbe trovar loro allo scopo di sottovalutarne la portata. I titoli devono essere una protezione supplementare, destinata a scoraggiare qualsiasi tentativo di ridurre la vera poesia a un gioco senza conseguenze.»
Una delle cose che più mi affascina della sua arte (e che credo partecipi in maniera rilevante all’equivoco generato dalle sue opere) è l’ossessiva ripetizione degli oggetti e, in questi, la precisa e sempre uguale disposizione dei particolari o degli elementi che li caratterizzano: la mela è sempre verde, il busto di donna ha sempre le stesse caratteristiche, la foglia è sempre lanceolata, con evidenti nervature, etc…
Forse è per questo che si continua a pensare ad essi come a dei simboli quando invece non sono altro che puramente sè stessi.
Beh il suo è uno stile da illustratore. Volutamente le sue immagini conservano un aspetto pittorico , senza alcuna ricerca di illusionismo fotografico.
Sembra quasi ammonirci: “attenzione, rappresentazione non significa realtà, l’immagine di un oggetto non è l’oggetto stesso!
La pipa del quadro (Ceci n’est pas une pipe) non si può fumare così come nelle nature morte, le mele non si possono addentare”.
E’un inganno, come un inganno è tutto il razionale che circonda l’uomo, non più abituato (o costretto dal proprio conformismo) a vedere oltre il proprio naso.
Ma ecco Canto d’amore , il quadro che cambiò la vita artistica di Magritte (pare che vedendolo, pianse).
http://www.cubaeuropa.com/cubarte/dechirico/01970030.jpg
Bellissimo, sapevo che questo quadro l’aveva fortemente colpito…
Poi ne parliamo meglio, al momento il collo incriccato:

… non mi aiuta nelle dissertazioni :-S
Ave atque vale, folli seguaci della Vita.
[Jean Auguste Dominique Ingres, Angelica salvata da Ruggiero (part.), 1819-30, National Gallery, Londra]
Comment by tigrazza 07.03.06 @ 11:09 pmCiao tigrazza, arrivo a questo post tramite linkaggio dello sVVolazzatore. Complimenti per la discussione interessantissima che avete intavolato e, soprattutto, complimenti per il blog (ho anche curiosato un po’in giro ;P).
Comment by DM 07.10.07 @ 11:39 pmCiao carissima, che piacere trovarti qui!
Ti ringrazio molto per gli apprezzamenti, gira pure dove vuoi :-D
Devo tornare a salutarvi, è un po’ che manco… :¬/
La page blanche
Quasi tutte le sere, quando gli obblighi sono esauriti e quando sono sola con me stessa, comincio il mio viaggio, che solo può essere sulle ali del web o in questa casa di carta tra parole che mi toccano il cuore. E’ un viaggio che …
Trackback by cenerentola 03.04.08 @ 11:40 pmLeave a comment
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mmm… sbaglio, o qui c’è qualcosa che turba il mio senso di pace?
Comment by Glauco 06.24.06 @ 3:57 am